IL POETA DELL’AMORE

😊😊😊😊😊😊😊

 

Era di giugno,
era
di sole
e di farfalle,
a quest’ ora
quando incontro
un papavero
io penso
a quell’amore,
compiuto
come il grano,
bastò
una stagione
per diventare adulti
e come il passero
sul nespolo
bucammo tutti i frutti
per avere cuori
marchiati

e sempre
sanguinanti.

 

Sono io
il tuo poeta
e tu devi tremare
su ogni mia parola
e sarò vento
e sarò mare
amore
sarò
sarò un fiore
o quello che vorrai
ma devi tremare
solo tu puoi dare
un senso ai miei pensieri
e quando li berrai
io ti restituirò
tutto il genio
che mi hai dato
ti darò la giusta sete
per prosciugarmi
tutto
per annientare
dentro di te
tutti i miei sorrisi.

Sono giorni tristi
quelli in cui
dopo l’amore
dopo i sogni
dopo..
dopo uno straccio di vita
anche la poesia
ti abbandona
e non hai più parole
da cercare
non hai più baci
da dare
da promettere
o da sperare.

Sogno
due gabbiani
una tavola azzurra
e diamanti
qui
tra i piedi,
affondati
nei cristalli,
alle narici
baci
di sale e tamerici,
e mentre cantano
le acque
e mulinelli
fanno
intorno alle caviglie
a te
Amore mio
io
sempre mi illudo
di far ritorno
per non sentirmi solo
ancora
su questa terra.

Ogni
mio diritto
vacillava
sulla tua bocca
e moriva
un po’ più sotto
in quella
meravigliosa dittatura
là dove
la mia
e la tua libertà
in apnea
umide spiravano
in ore liete
come gli anelli
di fumo
che poi
mi concedevi.
Ora
siamo liberi
davvero
liberi
di non amarci
di non toccarci
liberi di morire
ognuno
per conto proprio
in questa triste litania
di ore mute.

Ho voglia
di cose dolci
e allora
vieni amore
sciogliti su di me
come un gelato
alla menta
e alla nocciola,
fammi leccare
tutti i tuoi peccati
quelli che
all’acqua santa
ci metti il miele,
quelli che
scandalizzano
i muri della stanza
e le tavole del letto
dove tu
rimani
sempre vergine
e cambi pelle
come un serpente,
dove io
ogni volta
svegliandomi
vengo cacciato
dal paradiso.

Oggi
non sono in grado
di dirti nulla
oggi non posso
sono brillo
e tu sei bella
bella
bella
e tu brilli
brilli
tu brilli
tienimi fra le tue braccia
amore…
stringimi forte
e non dire nulla.

Disegno: Maria Salvati

Ed è per questo
che io ti amo
per un motivo
che ancora
non ti ho detto
per un motivo
che io
non so spiegarti
e dovrei fuggire
non cercarti più
ma è un amore
che mi è caduto
addosso
che io sopporto
senza una ragione.

Annusiamoci
in silenzio
e fingiamo pure
che sia
soltanto bene,
intanto
amore mio
rafforziamo gli argini,
l’amore
come un fiume in piena
non sai mai
dove e quando
dilagherà.

Disegno: M. Salvati

A te le rime più audaci: quelle che ti girano sui fianchi e risalendo là sui seni m’incantano le mani
come… come serpenti e sembra mare, sembra vento tra i capelli che ora sciogli sulla schiena dove si inarcano gli anelli
e l’aria intorno trema di farfalle;
In questa agonia non ho parole, respiro a malapena… Tu componi, io sottoscrivo
e la poesia, Amore, questa lirica che viene, è tutta… tutta tua…
(Arcangelo Sero)

DUE PICCOLE PERLE QUI, TRA LUCE E BUIO DA ME EVOCATE, di Arcangelo Sero , poeta… (Di seguito, la registrazione)

“Talvolta aspetto il sole, come per sciacquare dalle ombre il viso…
Altre volte invece cerco il buio per attenuare quel bagliore negli occhi che mi impedisce di vedere…
Ed è in questa altalena di buio e luce, che ogni tanto sulla tua bocca in una sintesi perfetta,
mi concedo un bacio.
——————————————————————————————————-
A te le rime più audaci: quelle che ti girano sui fianchi e risalendo là sui seni m’incantano le mani
come… come serpenti e sembra mare, sembra vento tra i capelli che ora sciogli sulla schiena dove si inarcano gli anelli
e l’aria intorno trema di farfalle;
In questa agonia non ho parole, respiro a malapena… Tu componi, io sottoscrivo
e la poesia, Amore, questa lirica che viene, è tutta… tutta tua…

Ma se ti dice
che solo tu
le prendi la mente
non illuderti
vuol dire
semplicemente
che tutto il resto
lo sta già prendendo
un altro.

BENE! OGGI UN PO' DI SENSUALITA', CON UNA MIA REGISTRAZIONE VOCALE DELL'ULTIMA FATICA di Arcangelo Sero…"In attesa che arriviqualche parola,fammi scivolaresui tuoi seni bellima non basterannoquesti cieli gonfia trattenere la mia sete,non resteròimpigliatoa questi chiodi profumati,tre baci più sottoprecipitandotroverò l'ingressodi un nuovo universoe cascate di parolesgorgheranno nella mia mentequandomi avrai stordito,sei una strana musa,vuoi che scrivasempreda mortoper appropriartidella mia opera,per dire che solo tusei il mio genio."(Arcangelo Sero)

Pubblicato da Pierluigi Giorgio su Mercoledì 28 febbraio 2018

“In attesa
che arrivi
qualche parola,
fammi scivolare
sui tuoi seni belli
ma
non basteranno
questi cieli gonfi
a trattenere
la mia sete,
non resterò
impigliato
a questi chiodi
profumati,
tre baci più sotto
precipitando
troverò l’ingresso
di un nuovo universo
e cascate di parole
sgorgheranno
nella mia mente
quando
mi avrai stordito,
sei una strana musa,
vuoi che scriva
sempre
da morto
per appropriarti
della mia opera,
per dire
che solo tu
sei il mio genio.”
(Arcangelo Sero)

Tanto
il sole sorge sempre
e splende
sia sul mare
che sugli acquitrini
per questo
come già al canto delle sirene
ora alla voce rauca delle rane
io sogno.

 

 

Potessero
sbocciare ora
sulla mia bocca
tutti i fiori della terra
e avere
questo vento
la forza
di cercarti
in ogni nascondiglio
in qualche
sperduta notte
che ancora ti trattiene,
ho voglia di dirti
ti amo
Amore,
devo
dirti ti amo,
nel tentativo estremo
di evitare
questo mare calmo
di rassegnazione
che inizia
senza onde
e senza niente
a dilagare.

…”la tua poesia mi sta
mentendo!”…mi ha detto.
“Nessuno ha mai sofferto,
goduto per una carezza,
nessuno ha mai volato
per l’universo, nessuno parla
alla luna chiedendo consigli
su chi si vuole amare, nessuno
ama veramente, il fiume non
suona melodie d’amore, e gli
alberi non sussurrano mai
nell’orecchio!”…. “chiudi gli
occhi e china il capo sul
mio petto, afferra con forza
le mie mani ed apri gli occhi
del tuo cuore e le orecchie
della tua anima, ecco così
vedrai! e sentirai!”
le ho risposto… 💖

… Arcangelo.. il dessert è servito…😊
naturalmente buon pomeriggio a te e a tutti i miei amici… 🌹🌹🌹

Onde metterei
alle tue caviglie
come….
come ghirlande
e potessi abbracciarti lì
mentre guardi
l’orizzonte,
piene
le mie mani
del tuo seno
tu le muovi
col respiro,
questa
è la tua poesia
azzurra
– ti direi –
lenta lenta,
un po’ di sale
sulle labbra
e nei capelli,
così
mi aiuta il vento,
questa
è la mia dichiarazione,
è il mio amore
di poca luce
che ti canta
baci e baci
sottovoce.

In questo sole
moribondo
che guardiamo
da solitudini diverse,
prima che
irreversibile
giunga la notte
ha senso dirti
che ti voglio
ancora bene?
Questa cosa
tu la sai,
tu sai bene
che questa
è stata
la mia vita
e che il senso
o il non senso
sei stata
sempre tu.

Miliardi di miliardi
di stelle
in miliardi di miliardi
di galassie,
miliardi di miliardi,
miliardi
che il pensiero
non ci arriva.
Qualcuno
ha giocato alla grande
sulle nostre teste
piccole piccole
…e nulla mi sento
nulla posso sentirmi
di fronte a questa
infinita
meraviglia.

Miliardi di miliardi
di stelle
in miliardi di miliardi
di galassie,
miliardi di miliardi,
miliardi
che il pensiero
non ci arriva.
Qualcuno
ha giocato alla grande
sulle nostre teste
piccole piccole
…e nulla mi sento
nulla posso sentirmi
di fronte a questa
infinita
meraviglia.

DUE PICCOLE PERLE QUI, TRA LUCE E BUIO DA ME EVOCATE, di Arcangelo Sero , poeta… (Di seguito, la registrazione)"Talvolta aspetto il sole, come per sciacquare dalle ombre il viso…Altre volte invece cerco il buio per attenuare quel bagliore negli occhi che mi impedisce di vedere…Ed è in questa altalena di buio e luce, che ogni tanto sulla tua bocca in una sintesi perfetta,mi concedo un bacio.——————————————————————————————————-A te le rime più audaci: quelle che ti girano sui fianchi e risalendo là sui seni m'incantano le manicome… come serpenti e sembra mare, sembra vento tra i capelli che ora sciogli sulla schiena dove si inarcano gli anellie l'aria intorno trema di farfalle; In questa agonia non ho parole, respiro a malapena… Tu componi, io sottoscrivoe la poesia, Amore, questa lirica che viene, è tutta… tutta tua…(Arcangelo Sero)

Pubblicato da Pierluigi Giorgio su Lunedì 5 febbraio 2018

La poesia
è come un bacio
bisogna tenere
gli occhi chiusi
e abbandonarsi
come alle labbra
all’universo,
solo così
senza citarlo
si compirà l’eterno
in ogni cosa
che contempli
e che respiri.

Ora
che barcollo un po’
posso anche
inciampare
in qualche parola,
magari d’amore,
magari….Amore,
magari
ne metto insieme
qualcuna
e ti vengo a parlare,
vengo a dirti
che ti amo,
senza cielo
e senza mare,
così come sono
senza niente,
ma queste
sono cose
che tu sai,
sono cose
che sanno bene
le mie notti
quando
su altre bocche
ho pensato
di dimenticarti,
e le sa il tempo
che s’è portato via
le nostre belle facce
lasciando intatti
i baci
ed i ricordi.

 

È sera
nei miei occhi gonfi,
ho viaggiato
tutto il giorno
in campi di luppolo
e di orzo,
spumeggianti,
è sera
nelle nuvole contorte
che guardo
col mio cuore stanco,
è sera
amore
e tu
potresti tornare
e dirmi
una sciocchezza,
una sola,
io ti crederei
io
così invecchiato
avrei un rigurgito
di giovinezza
avrei una notte
in uno scrigno,
una notte
nuda e cruda
che conservo
solo per te.

È davvero strano
come
in certi momenti
pur non avendo nulla
pur
non possedendo nulla
e tanto meno te
io
mi possa sentire
davvero felice.

Ci siamo
attraversati
confusi
intersecati,
quando
il sole
spalancò l’azzurro
ci siamo separati,
come nuvole
avevamo un cielo,
e piovendo
la stessa zolla
da fecondare,
ma
in quella consistenza
è difficile trattenersi….
e del sereno
non sai
che fartene.

Tu non sei
una bella poesia
tu
tu sei il dolore
che mi tormenta
e qualche
goccia di sangue
che mi rimane,
e non sei
un verso incantato
o una rima riuscita,
tu sei
un pomeriggio triste
che viene
alla finestra,
sei l’asfalto
che trema
e che mi divora
in questo cielo
di luglio,
su questa strada
inutile,
sciolta
e bollente
come
un tuo vecchio
sorriso.

Mi dici
sempre di no
ma tanto
la tua margherita
è già nei miei occhi
tanto la mia bocca
è già sul tuo fiore….
e ciò che lo agita
credimi
non è il vento

Anche oggi
ti amo
ed è una meraviglia,
crederci ancora
è una meraviglia,
credere
in questo amore
che non c’è
che non è mai
stato mio.
Sarò folle
mi direte
ma cos’è l’amore
se non follia?
Ho visto
cieli azzurri
dissanguarsi
lentamente
mari calmi
evaporare
come stagni,
voglio nuvole
minacciose
e onde invalicabili,
voglio giorni
tempestosi
come te
dove
il mio tormento
possa passeggiare
indisturbato
senza essere
notato.

“Voglio vederti
felice”
è un modo
elegante
per dirti
“addio”
e lo capisci dal mare
che ti crolla
in un abisso
e dal vento
che perde la parola
sicché
tutt’intorno
– la notte e il giorno –
splende
di un solo
immenso
deserto.

Dei poeti
posso dirti
che sono
inaffidabili,
amano solo
le parole,
quei versi
irraggiungibili
che li fanno
dannare
che li fanno godere
e ci fanno l’amore
una vita intera,
con te,
che li stai
ad ascoltare
mentre ti parlano
di lune e di stelle,
una notte
soltanto.

Quando poi
vennero le api
sbocciarono i fiori
e mi dipinsi gli occhi
per guardare
le narici per annusare,
stavo lì
per creare
il mio giardino
e già spuntava
il trifoglio
ad accarezzarmi
le caviglie,
chiusi gli occhi
nel vento
e alle labbra
vennero i tuoi baci
come a dirmi
che la primavera
era compiuta.

il tuo
lento andirivieni
che si atteggia
tanto a mare
non troverà
in me
terre da bagnare,
il tempo è rotto
ormai,
come
quella tosse cronica
non ti curo più,
sarai pure
il mio becchino
ma devi pazientare
Amore,
ho da bere
ancora qualcosa,
frattanto
unisciti alla banda
mi piacerebbe sentire
la tua voce affranta
in quell’ultima litania
che per me
hai studiato tanto.

Stasera
devo toccarti tutta,
anche le ginocchia,
le caviglie amore
le caviglie,
stasera ti tocco,
tocco la tua bocca,
coi tuoi baci
ci voglio parlare,
tocco
tocco….
i tuoi capezzoli
li tocco amore
li tocco,
e poi
ringrazierò
il tuo bel culo
che la luna
avrà vergogna
per come sembrerà
un quadrato,
ti toccherò
amore
e vorrò navigare
nel tuo oceano
magico,
vorrò fare
di questa sera
una sera
la nostra sera,
vorrò farne
il mio evento
da tramandare
alla mia irriducibile
memoria.

Quando è sera
io sto bene,
così malconcio
sto bene,
se ne vanno
gli affanni
i dispiaceri
che il giorno
mi propone,
nelle ombre
posso essere
qualcun altro
posso essere
nessuno
e bere il mio vino
in santa pace,
posso stare seduto sulla luna
o a un miliardo
di anni luce
e da lì
guardare il mondo
come qualcosa
che davvero
non mi appartiene.
Quando è sera
io sto bene
perché non devo
più sperare
perché
non devo più
fare niente.

Stasera
mentre camminavo
mi sono incontrato.
Che spavento
Amore.
Ora…

ora
ti capisco
ed ha più senso
questa mia
irriducibile
solitudine.

Fra la mente
e il cuore
non ho scelta
amore
io
scelgo te
che me li hai
confusi,
ingarbugliati,
al punto che
ora
non so
se sia il cuore
a sragionare
o questi pensieri
a pulsarmi nelle vene
come
folletti impazziti,
come grappoli
d’uva
spremuti
dalle tue
rotonde grazie
che dalle caviglie
al fiore
negli occhi
sempre
mi risalgono.