CARNE, vari danni e…CANCRO

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità il 50-60% di tutti i tumori possono essere evitati con una “buona alimentazione” che eviti fortemente il consumo di proteine animali. “Che ilCibo sia la Tua Medicina, e che la Medicina sia il Tuo Cibo”…(Ippocrate di Kos).

Il pasto della giovinezza per tutti.

Relazione tra adenoma colon rettale ed assunzione alimentare di carne

Delle 807 donne idonee all’arruolamento in uno Studio di screening multicentrico con colonscopia, 158 casi di adenoma colonrettale e 649 controlli hanno completato il questionario sulla frequenza alimentare e sulla carne.

Utilizzando un database sui mutageni della carne e nuovi database sul ferro eme e sui nitriti, un gruppo di Ricercatori del National Cancer Institute negli Stati Uniti, ha valutato i componenti della carne che potrebbero essere coinvolti nella carcinogenesi.

La carne è risultata positivamente associata ad adenoma colonrettale.

In conclusione, in donne asintomatiche che si sottopongono a colonscopia, gli adenoma colonrettali sono risultati associati a una assunzione di carne.

Tratto da centrobenesserekundalini.blogfree.net

Ecco le risultanze di uno Studio del WCRF – 2018

Si basano su uno studio svolto su oltre 50 milioni di persone. Si tratta della più grande ricerca sul cancro mai condotta. In totale, è stato diagnosticato il cancro a 3,5 milioni di esse. L’analisi ha rilevato che esistono prove evidenti del fatto che il consumo di carne sia causa del cancro colon-retto.Per questo motivo, la WCRF esorta ad evitare l’assunzione di carne.

Carne dannosa per l’esofago

Chi mangia carne ha più probabilità di sviluppare un cancro esofageo a cellule squamose. Il cancro all’esofago è l’ottavo tumore maligno più comune al mondo e il sesto per mortalità. Ma nonostante i miglioramenti del trattamento, la diagnosi precoce è difficile e il tasso di sopravvivenza a un anno rimane bassa, poco sopra il 10%.

I Ricercatori belgi Gilbert e Dominicè hanno provato che l’assunzione di carne provoca nel tubo intestinale un aumento di germi putrefattivi da 2000 a 70000 per mmc. Cosa che non succede assolutamente con l’alimentazione vegetariana e vegana che producono batteri simbiotici o saprofiti. Con la carne c’è il sovvertimento dell’ordine naturale e lo sviluppo di sostanze velenose incompatibili e di miasmi interni che risalgono portando disastri e malattie in zona gastrica e soprattutto in zona cranica, dal cervello agli organi sensori.

Scoperto relazione tra la carne e i batteri intestinali-10/04/2013

Non è sempre colpa del colesterolo e dei grassi. Gli effetti sulle arterie di un uso di carne dipende in realtà dalla composizione di batteri che popolano l’intestino.

Lo ha scoperto uno Studio della Cleveland Clinic in Ohio che per la prima volta identifica un inedito cortocircuito tra un consumo di carne e la predilezione che i batteri hanno per un aminoacido “chiave” che compone la carne, la L-carnitina. La L-carnitina è un mattone fondamentale per muscoli ipertrofici, presente anche in integratori.

Su Nature Medicine i Ricercatori americani guidati da Stanley Hazen hanno studiato il fenomeno sui topi, scoprendo che dopo averli nutriti per 15 settimane con integratori che simulavano una dieta “carnivora”, nell’intestino dei roditori i batteri intestinali cominciavano a convertire la L-carnitina in N-ossido di trimetilamina (Tmao), un composto che si trova nel sangue e che pare correlato con un futuro rischio di malattie cardiache. I topi avevano così un rischio doppio di aterosclerosi, l’indurimento delle arterie che anticipa infarti e ictus.

Ricerche precedenti hanno dimostrato che una dieta con carne è associata a un aumento del rischio cardiovascolare. Così Ricercatori americani hanno valutato le cartelle cliniche di circa 2500 pazienti distinti tra onnivori, vegani e vegetariani alla ricerca dei livelli di carnitina e Tmao.

Risultato: i soggetti che hanno contemporaneamente un livello più alto di entrambi corrono un rischio maggiore per il cuore, ma a sorpresa i vegetariani e i vegani non subiscono un innalzamento del composto anti-arterie.

Tutto dipenderebbe dalla composizione della flora batterica. I batteri che vivono nel nostro apparato digerente sono modificati dalle nostre abitudini alimentari-spiega Hazen- e una dieta a base di carnitina sposta effettivamente la composizione microbica intestinale. Fonte: salute24.il sole24ore.com

Non mangiare carne, preferendo un’alimentazione a base di ortaggi, è uno dei metodi più salubri e semplici per ottimizzare le scarse risorse di fosforo disponibili anche nell’organismo in quanto esso è un elemento importante, per il metabolismo di grassi, carboidrati e proteine, è presente in denti e ossa, favorisce la trasmissione degli impulsi nervosi ed è reperibile in fonti alimentari come cereali, legumi, verdure, frutta.

Italy, Milano, 2000-Da trenta anni l’oncologia mondiale studia il rapporto tra cibo e cancro.

I dati confermano che il 30-40% dei tumori si potrebbero evitare se uomini e donne nei paesi ricchi si nutrissero in modo diverso. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità i casi di cancro potrebbero aumentare del 50% con 15 milioni di nuovi casi entro il 2020!!!

Sul banco degli imputati il consumo di carne e proteine animali e una dieta troppo ricca di calorie, di zuccheri semplici, insieme al fumo e alle infezioni.

La Strategia della prevenzione dei tumori passa quindi soprattutto da una “buona dieta”.

 

IL CIBO DELLA MORTE

E TANTE LACRIME

IL PROBLEMA DEL PESCE AL MERCURIO

Rilasciato nell’ambiente sia da fonti naturali che artificiali. Una volta rilasciato, subisce una serie di trasformazioni complesse e fa parte di diversi cicli tra atmosfera, oceani e terra. Le forme chimiche del mercurio sono: mercurio elementare o metallico, mercurio inorganico e mercurio organico. Il metilmercurio è la forma più comune di mercurio organico, la più tossica, ed è presente nella catena alimentare nei prodotti ittici. L’esposizione umana al mercurio avviene per motivi di lavoro (miniere, industria chimica cementifici, raffinazione del petrolio) o per via alimentare sotto forma di metilmercurio. C’è da considerare inoltre l’esposizione non alimentare attraverso l’inalazione dalle amalgame dentali di vapori di mercurio elementare, il quale dopo l’assorbimento viene convertito in mercurio inorganico. I gruppi di popolazione particolarmente interessati o a rischio di esposizione al mercurio includono le donne in gravidanza o che allattano, e i bambini. La gravidanza e l’allattamento costituiscono i periodi più critici per la tossicità del metilmercurio. Questa sostanza è in grado di superare la barriera cerebrale e quella placentare causando danni a carico del sistema nervoso centrale e dello sviluppo del feto: alte dosi causano ritardo mentale grave del nascituro, dosi più basse provocano alterazioni dello sviluppo psicomotorio.

Tra i sintomi legati all’esposizione cronica ci sono le alterazioni della funzionalità renale, della memoria, problemi motori e della coordinazione. E’ documentata l’associazione tra l’esposizione al metilmercurio e le malattie cardiovascolari (JECFA, 2007) nonostante tutti credano nell’effetto benefico del consumo di pesce per la presenza di acidi grassi omega 3, tra l’altro riscontrabili pure nella comune soia.

Il mercurio è ampiamente presente negli alimenti, compresi i vegetali, ma la sua forma tossica, il metilmercurio, è riscontrabile a livelli significativi soltanto nei pesci. Le altre fonti alimentari contengono mercurio inorganico, poco assorbito nel tratto gastrointestinale e rapidamente escreto.

Dall’esame della Letteratura si stima che nei prodotti ittici circa il 90-99% del mercurio presente nei pesci si trova sotto forma di metilmercurio.

Da Studi precedenti di Ricercatori è dimostrato che i pesci, poco prima di morire, sviluppano questa sostanza come risposta del proprio sistema immunitario all’aggressione da parte dell’uomo.

UOVA CONTAMINATE, COS’E’ IL FIPRONIL E QUALI SONO I SUOI EFFETTI SULL’UOMO

La vicenda delle uova contaminate al fipronil è complessa e interessante. I mezzi d’informazione hanno riportato le notizie in modo sostanzialmente corretto, anche se frammentario. L’uovo e la gallina. Le uova di gallina pesano circa da 50 a 70 grammi, di cui il guscio è la parte più leggera. Su ciascun uovo è indicato un codice che ne identifica l’origine. Il primo numero varia da 0 a 3, e indica come sono state allevate le galline, 3 significa “in gabbie”, 2 indica “a terra”, 1 e 0 invece “con vegetazione all’aperto”. Chiariamo che “a terra” vuole dire in allevamento intensivo, in capannoni dove ci sono 7-9 galline per mq, con la luce sempre accesa: un posto tutt’altro che rilassante. Negli allevamenti di tipo intensivo è più complesso controllare gli infestanti

come ad esempio gli acari rossi, pulci o zecche. Per questo, si utilizzano gli insetticidi. Nella Letteratura Scientifica abbiamo qualche dato indiretto, grazie agli Studi su pazienti che hanno tentato il suicidio con questa sostanza.

Con quantità ingerite dell’ordine di grammi una persona è effettivamente morta, mentre con dosi simili gli altri aspiranti suicidi se la sono cavata, nonostante vomito e convulsioni.

Non si possono al momento eseguire test di tossicità diretta sugli esseri umani. Tutto quello che sappiamo è grazie a Studi indiretti, ad esempio gente che si è avvelenata accidentalmente oppure ha tentato il suicidio.

Se tutte le uova biologiche vendute nel mondo fossero veramente biologiche i campi dovrebbero essere abitati quasi al 100% da branchi di galline liberamente circolanti. In realtà di vero biologico in Europa non esiste praticamente nulla, tranne le coltivazioni biologiche.

I DANNI DELLO ZUCCHERO BIANCO

Lo zucchero è una lama conficcata dentro il sistema immunitario. Agisce anche a livello psicofisico, andando a nutrire paure e a indebolire la nostra capacità di gestire le situazioni. Oltre ai danni causati a ossa e denti, intasa il metabolismo.

LO ZUCCHERO BIANCO, LE PAURE, IL SISTEMA IMMUNITARIO, I DANNI AL METABOLISMO, AI DENTI E ALLE OSSA

Un abituale consumo di zucchero può renderci irritabili, agitati e aggressivi, perchè inibisce la capacità di difesa dell’organismo, quindi il sistema immunitario. Lo zucchero bianco indebolisce ossa e denti. Gli zuccheri semplici contrastano la deposizione minerale nell’osso inducendo nell’organismo una situazione di acidosi che il corpo contrasta “smontando” il carbonato di calcio (che ha un’azione tampone) delle ossa. Questo processo indebolisce in modo impressionante le ossa, provocando l’osteoporosi. Gli zuccheri semplici intasano il principale metabolismo delle cellule, noto come ciclo di Krebs. Questo comporta l’accumulo degli zuccheri sotto forma di grasso, e quindi obesità, che nell’uomo è principalmente addominale mentre nella donna si verifica più a livello di cosce e glutei.

L’accumulo di grasso, specialmente se addominale, porta ad un incremento del rischio di eventi cardiovascolari, come infarto e ictus, dello sviluppo di tumori della mammella, del colon, della prostata, di problemi epatici come steatosi, ascite, ipertensione, diabete e tutte le sue complicanze (cecità, insufficienza renale, etc.).

LATTE E DERIVATI: TUTTA LA VERITA’ DALLA SCIENZA SUGLI EFFETTI DANNOSI

Il lattosio, lo zucchero contenuto naturalmente nel latte, negli ultimi anni è stato al centro di diversi Studi Scientifici, ed il suo valore, da un punto di vista nutrizionale, è diventato spesso argomento di dibattito tra mi vari esperti di salute.

Con l’aiuto della Nutrizionista Jessica Barbieri dello studio Imbio di Milano, facciamo chiarezza intorno a pregi e difetti di questo prodotto e di tutti gli alimenti che lo contengono.

Negli ultimi anni numerosi Studi Scientifici hanno rilevato che non è necessario assumere latte e derivati per avere un corretto apporto di calcio, o per prevenire l’osteoporosi nella donna. Grazie ad una alimentazione sana, seppur senza latticini, ci si può assicurare il giusto apporto di tutti i nutrienti, calcio compreso. E’ inoltre consigliato aggiungere una costante attività fisica, come la passeggiata, perchè così facendo si attiva l’osteogenesi riparativa, cioè la costruzione dell’osso, e sottoporsi ad una corretta esposizione solare per prevenire l’osteoporosi. Il sole, se preso nelle giuste dosi e alle prime ore del mattino (fino alle ore 10), è fondamentale per aiutare il nostro organismo a produrre la vitamina D che ha il ruolo di fissare nelle ossa il calcio che assumiamo. Il latte non è l’unica fonte di calcio. Sono svariati gli alimenti che lo contengono: verdure, birra, ecc. Oggi sono diversi i Medici che indicano il latte e i suoi derivati come dannosi per i risultati riportati negli ultimi anni da numerosi Studi Scientifici. Innanzitutto, attraverso il latte assumiamo non solo i nutrienti del latte stesso, ma anche gli inquinanti ingeriti dall’animale attraverso il mangime e dai farmaci, antibiotici, ormoni somministrati durante l’allevamento. Ci sono poi Studi che hanno dimostrato che esiste una correlazione tra latte e tendenza allo sviluppo di diabete di tipo 2, di tumore alla prostata, all’ovaio, alla mammella. Sembra inoltre che il consumo di latte favorisca l’accumulo di grassi nelle arterie, un aumento del rischio di malattie cardiovascolari quali l’infarto.

Il latte e i suoi derivati sono il gruppo alimentare che più comunemente provoca intolleranza. Essere intolleranti al lattosio e cioè allo zucchero del latte, significa avere un deficit dell’enzima deputato alla digestione e all’assorbimento del lattosio, la latttasi. Questo enzima, se presente e funzionante ha il compito di scindere la molecola di lattosio che noi ingeriamo in due molecole più piccole: glucosio e galattosio. Se questo non avviene il lattosio arriva nell’intestino non digerito e la conseguenza è un’anomala fermentazione con richiamo di acqua e di gas, che provocano sintomi fastidiosissimi, quali diarrea e gonfiore, crampi addominali, ma anche difficoltà digestive e nausea.

UN ONCOLOGO SPIEGA COME DIMAGRIRE SENZA DIETA

Spiega tutto in un video utilissimo il Dottor Franco Berrino, oncologo di fama mondiale, come dimagrire senza dieta, ma semplicemente cambiando abitudini alimentari, diffidando dalle proteine animali e dai prodotti fatti con farine bianche raffinate. “E’ proprio l’eccesso di proteine  nella nostra alimentazione che, secondo molti Studi, determina l’aumento di peso”.